Sinister. La città delle ombre

Sinister. La città delle ombre
Gareth Rubin

Longanesi, pubblicato nel 17 settembre 2024
304 Pagine

George Reynolds, un attore teatrale, consulta Sherlock Holmes per risolvere un mistero piuttosto strano. È stato appena ingaggiato da una compagnia i cui membri sembrano impegnarsi deliberatamente a recitare male, e ogni sera il pubblico rimane sempre lo stesso.
Nel capitolo successivo, l'attenzione di sposta su James Moriarty, l'acerrimo nemico di Sherlock Holmes, che viene incastrato per l'omicidio di un capo banda. Indagando su entrambi gli eventi, le strade di Holmes e Moriarty si incroceranno, e per scoprire chi c'è dietro a tutto questo dovranno collaborare.

La narrazione alterna due voci in prima persona: Watson, che descrive il mondo di Sherlock Holmes, e Moran, il collaboratore di Moriarty.
Watson e Moran non potrebbero essere più diversi di così. Watson è gentile e riflessivo, ormai è affezionato a Holmes, che è invece distaccato, estremamente razionale e con un occhio infallibile per i dettagli. Watson arricchisce il racconto con un tocco di umanità.
Moran, al contrario, è arrabbiato, incline alla violenza sia fisica che verbale, e impulsivo. La distinzione tra i due punti di vista è chiara e ben delineata, evidenziando il rapporto di affetto sincero tra Watson e Holmes e il legame che è invece di pura convenienza tra Moran e Moriarty.

La storia prende forma piano piano e se all'inizio l'ho trovato più lento e caotico, nella seconda metà del libro diventa più coinvolgente. Ci sono diversi elementi positivi, tra cui la suspense, l'interessante caratterizzazione dei personaggi, e l'umorismo leggero che solo una storia di Sherlock Holmes può portare.
È un libro che intrattiene con una buona dose di mistero!

Sinister. La città delle ombre
Gareth Rubin

Longanesi, pubblicato nel 17 settembre 2024
304 Pagine

George Reynolds, un attore teatrale, consulta Sherlock Holmes per risolvere un mistero piuttosto strano. È stato appena ingaggiato da una compagnia i cui membri sembrano impegnarsi deliberatamente a recitare male, e ogni sera il pubblico rimane sempre lo stesso.
Nel capitolo successivo, l'attenzione di sposta su James Moriarty, l'acerrimo nemico di Sherlock Holmes, che viene incastrato per l'omicidio di un capo banda. Indagando su entrambi gli eventi, le strade di Holmes e Moriarty si incroceranno, e per scoprire chi c'è dietro a tutto questo dovranno collaborare.

La narrazione alterna due voci in prima persona: Watson, che descrive il mondo di Sherlock Holmes, e Moran, il collaboratore di Moriarty.
Watson e Moran non potrebbero essere più diversi di così. Watson è gentile e riflessivo, ormai è affezionato a Holmes, che è invece distaccato, estremamente razionale e con un occhio infallibile per i dettagli. Watson arricchisce il racconto con un tocco di umanità.
Moran, al contrario, è arrabbiato, incline alla violenza sia fisica che verbale, e impulsivo. La distinzione tra i due punti di vista è chiara e ben delineata, evidenziando il rapporto di affetto sincero tra Watson e Holmes e il legame che è invece di pura convenienza tra Moran e Moriarty.

La storia prende forma piano piano e se all'inizio l'ho trovato più lento e caotico, nella seconda metà del libro diventa più coinvolgente. Ci sono diversi elementi positivi, tra cui la suspense, l'interessante caratterizzazione dei personaggi, e l'umorismo leggero che solo una storia di Sherlock Holmes può portare.
È un libro che intrattiene con una buona dose di mistero!
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